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Quale app scegliere per studiare il giapponese? Scopri perché Praktika si distingue dalle altre

30 ott 2026
Adam TuraevCEO & Co-founder
In breve

Nel 2026 le migliori app gratis per imparare il giapponese sono cinque: Praktika per il parlato con feedback vocale, Bunpo per la grammatica, WaniKani per i kanji, Drops per il vocabolario tematico e Busuu per un corso base. Nessuna è illimitata a vita, ma insieme coprono le fondamenta a zero euro.

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In sintesi

Nel 2026 nessuna applicazione giapponese affidabile resta gratuita a vita senza contropartite: decidi secondo ciò che il piano gratuito ti offre di più.
Praktika è la sola delle cinque a farti conversare con correzione vocale, indispensabile se punti all’anime senza sottotitoli.
WaniKani (livelli 3 gratuiti) non ha rivali sui kanji; Bunpo presidia la grammatica organizzata; Drops somministra lessico tematico in 5 minuti quotidiani; Busuu consegna un percorso A1 integrale con revisioni dalla community.
Il pacchetto gratuito più astuto per 8 settimane: WaniKani + Bunpo + Drops per leggere e comprendere, Praktika in versione di prova per iniziare a produrre la lingua.
Trascorse le prime settimane, se desideri accelerare, 5-10 euro mensili sul parlato fruttano più di qualsiasi spesa sulla grammatica.

Vuoi smettere di mettere in pausa l’anime ogni dieci secondi per leggere i sottotitoli? Si può fare, e si può iniziare gratis. Nel 2026 esistono app serie che ti insegnano il giapponese senza chiederti un centesimo per cominciare, e qualcuna ti fa anche aprire bocca davvero. In questa guida ti diciamo esattamente cosa ottieni gratis nelle migliori app gratis per imparare il giapponese (Praktika, Bunpo, WaniKani, Drops, Busuu), dove scattano i limiti, e qual è la scelta più furba se il tuo obiettivo è capire cosa dicono veramente Levi, Nezuko o il protagonista del tuo prossimo seinen.

Cominciamo con una scomoda verità: “gratis” assume significati molto differenti secondo l’app. In questa sede lo chiariamo con onestà, senza spirito di marketing.

Che cosa voglia dire davvero “gratis” per un’app di giapponese

Un’applicazione linguistica può dichiararsi gratuita secondo quattro modalità distinte, e conviene separarle prima di installare qualsiasi cosa:

  1. Freemium a vita: la maggioranza dei contenuti resta fruibile senza pagare, però con sacrifici (meno lezioni giornaliere, pubblicità, assenza di offline). Drops e Busuu seguono questo schema.
  2. Prova gratuita a tempo: puoi provare ogni funzione per X giorni, dopodiché interviene l’abbonamento. Praktika appartiene a questa categoria per quanto riguarda la conversazione senza limiti.
  3. Free tier con contenuti limitati: una parte precisa resta gratuita definitivamente (ad esempio i livelli iniziali), tutto il resto è a pagamento. WaniKani opera in questo modo.
  4. Gratis con acquisti opzionali: l’app si usa al 100% senza sborsare nulla, ma sopravvivono funzioni Premium che arricchiscono l’esperienza. Bunpo ricorda molto questo modello.
Scrivania con quaderno di hiragana, tazza di matcha e cuffiette per lo studio del giapponese
L’occorrente essenziale per cominciare: un quaderno, uno smartphone e cinque minuti ogni giorno.

Se sei un fan di anime la vera domanda non è “quanto costa”. È: che cosa mi consente di comprendere e pronunciare frasi simili a quelle dell’episodio di stasera?. Su questo piano le applicazioni non si equivalgono, e la risposta guida l’intera decisione.

La risposta secca

Nel 2026, se parti da zero e il tuo obiettivo è l’anime senza sottotitoli, le migliori app gratis per imparare il giapponese sono Praktika (per il parlato), WaniKani (per i kanji), Bunpo (per la grammatica), Drops (per il vocabolario tematico) e Busuu (per un percorso base completo). Nessuna copre tutto gratis a vita, ma combinate ti portano fino a un solido A2 senza spendere.

Il vero interrogativo non è il prezzo dell’app. È: che cosa mi consente di capire e pronunciare frasi come quelle dell’episodio di stasera?

Praktika

Le migliori app gratis per imparare il giapponese nel 2026

1. Praktika, la migliore per esercitare orecchio (e bocca) sul parlato

Praktika è un’applicazione di conversazione: sostieni un’autentica chiacchierata vocale con un tutor AI dall’avatar realistico, che risponde con tono, espressioni e domande di approfondimento. Durante il discorso ti arriva una correzione immediata su pronuncia (termine per termine, con sillabe colorate in base alla precisione) e grammatica; puoi premere su qualsiasi parola per riascoltarla dentro la frase, e mettere a confronto, una accanto all’altra, la versione del tutor e la tua registrazione.

Per chi ama gli anime questa è la tessera assente. Le altre applicazioni ti costringono a leggere e a tap; con Praktika pronunci davvero ちょっと待って (chotto matte, aspetta un attimo) e scopri se l’accento tonale è uscito male. Il microfono si calibra sul tuo livello: agli esordi c’è il “tocca e parla” (pressione mantenuta, riflessione, frase, senza fretta), in seguito si passa alla conversazione a mani libere appena reggi un botta e risposta spontaneo. Frasi e strutture nuove compaiono dentro il dialogo, quando servono, e non come elenco da imparare a memoria in anticipo.

Che cosa ricevi gratis: una prova di conversazione con il tutor AI, sufficiente a capire se l’approccio ti si addice. Il piano integrale con lezioni senza limiti si aggira intorno a €8/mese.

Il vincolo: terminata la prova serve un abbonamento per continuare a parlare senza limite giornaliero. In cambio ottieni la cosa più rara del panorama giapponese gratuito: vero speaking, niente quiz.

A chi si rivolge: chi segue anime e J-drama e desidera non soltanto comprendere ma anche replicare in giapponese; chi detesta il formato “quiz infinito” di certe app col gufo; chi dopo tre applicazioni di kanji ha capito di non riuscire comunque a pronunciare una frase ad alta voce. Se cercavi una vera alternativa a Duolingo che ti metta in condizione di parlare, Praktika rappresenta la risposta sul versante asiatico.

2. Bunpo, la migliore per la grammatica organizzata

Bunpo è quel manuale di grammatica che non hai mai finito, convertito in app. Spazia dai primissimi hiragana fino al N1 del JLPT, con spiegazioni limpide, esempi ed esercizi di consolidamento. L’interfaccia risulta ordinata, la progressione ricalca quella dei testi scolastici giapponesi (pensa a Genki o a Minna no Nihongo), e il tono somiglia più a un “professore paziente” che a un “coach motivazionale”.

Il punto di forza assoluto di Bunpo: chiarisce per quale motivo ます (masu) al passato diventa ました (mashita) e per quale ragione la particella は non va letta ha bensì wa. Sono dettagli che le app gamificate tralasciano e che al terzo mese ti fermano.

Che cosa ricevi gratis: un’ampia porzione dei contenuti elementari e intermedi resta raggiungibile senza pagamento. Puoi terminare lezioni di grammatica, svolgere esercizi di scrittura dei kana e cimentarti in quiz a difficoltà crescente.

Il vincolo: alcune funzioni avanzate (ripetizione spaziata su misura, lezioni N2-N1 integrali, esercizi senza limiti) sono dietro il Premium, sui €5/mese oppure €40/anno secondo il piano scelto.

A chi si rivolge: chi aspira a comprendere come è costruito il giapponese invece di apprenderlo per imitazione. Splendida in coppia con un’app di parlato: Bunpo illustra la regola, l’altra te la fa mettere in voce.

3. WaniKani, la migliore per i kanji (e null’altro)

Se esiste un’app mitica nell’universo del giapponese da autodidatti, è WaniKani. Trasmette radicali, kanji e vocaboli tramite un sistema di ripetizione spaziata (SRS) di efficacia brutale: ogni elemento ti viene riproposto proprio quando stavi per dimenticarlo. L’approccio risulta un po’ spartano (scarse animazioni, tanta disciplina), però dopo qualche mese il progresso sui kanji è notevole.

Il segreto: a ogni kanji corrisponde una storia mnemonica costruita sui radicali che lo formano. Memorizzi 水 (acqua) e 木 (albero), e quando incontri 休 (riposo, composto come “persona + albero”) il racconto è già lì. Perfino dopo 2.000 kanji continua a funzionare.

Via di Akihabara al tramonto, con insegne luminose e cavi elettrici sopra il marciapiede
Akihabara al tramonto: il quartiere in cui gli otaku avvertono per la prima volta che le parole degli anime occupano un luogo concreto.

Che cosa ricevi gratis: i primi tre livelli restano interamente gratuiti, per sempre. Bastano per fissare circa 100 kanji e 300 vocaboli, oltre a capire se il metodo SRS fa al caso tuo.

Il vincolo: superato il livello 3 occorre l’abbonamento (intorno a €9/mese oppure €89/anno, con riduzioni sui piani pluriennali). Manca di speaking, di grammatica, di ascolto: è un’applicazione monotematica.

A chi si rivolge: chi sogna di leggere manga in originale, chi punta seriamente al JLPT N4/N3 e ai livelli sopra, chi accetta di dedicare 20-30 minuti al giorno per 12-18 mesi di flashcard. Non è l’app per “iniziare”, però dopo qualche settimana sui kana diventa pressoché obbligatoria se leggere è il traguardo vero.

4. Drops, la migliore per il lessico visivo in cinque minuti

Drops ha puntato su una sfida: cinque minuti ogni giorno, soltanto figure e parole, nessuna lunga traduzione. La grafica è curatissima, le animazioni gradevoli, e il lessico è suddiviso per argomenti (cibo, viaggi, lavoro, J-pop e, sì, pure una categoria “anime”). Comprende hiragana, katakana e i kanji fondamentali.

Il design punta sul micro-abitudine: apri l’app alle 22:30, dedichi cinque minuti all’argomento “cucina giapponese”, poi a dormire. Zero sensi di colpa, zero sessioni da quaranta minuti.

Che cosa ricevi gratis: cinque minuti di gioco quotidiani, a vita. Appaiono pochi, eppure ripetuti ogni sera costruiscono un lessico notevole in poche settimane.

Il vincolo: il limite dei 5 minuti è stringente. Il Premium (circa €10/mese oppure €70/anno, con occasionali promozioni a vita) rimuove la restrizione e apre in versione completa tutte le categorie tematiche.

A chi si rivolge: chi è a corto di tempo, chi cerca un ingresso indolore nel lessico di base, chi apprende meglio tramite immagini e collegamenti visivi.

5. Busuu, la migliore per un corso “classico” completo senza pagamento

Busuu è la seria rivale di Duolingo per chi desidera un percorso ordinato con tutte le abilità (ascolto, lettura, scrittura, un tocco di parlato). La sua firma è la community: parlanti nativi rivedono i tuoi esercizi scritti e orali. Basta comporre tre frasi in giapponese e qualcuno in Giappone, nel tempo libero, le controlla segnalando gli errori. Gratis.

Che cosa ricevi gratis: le lezioni fondamentali del percorso principale (livello A1), complete di esercizi su vocabolario, grammatica e scrittura. Puoi spedire compiti alla community e riceverne le correzioni.

Il vincolo: la modalità offline, i piani di studio su misura, le lezioni oltre A1, la preparazione agli esami ufficiali e la grammatica approfondita passano dal Premium (intorno a €7/mese con formula annuale).

A chi si rivolge: chi cerca l’atmosfera del classico corso di lingua però senza esborso, chi valorizza il giudizio umano della community e non ha premura di salire di livello.

Vicolo del quartiere Gion di Kyoto di sera, con case tradizionali in legno e lanterne rosse
Kyoto, Gion: l’idioma delle serie in costume respira ancora in stradine come questa.

Tabella di confronto: 5 app giapponesi gratuite a paragone

App Tier gratuito Migliore gratis per Limite principale
Praktika Prova gratuita della conversazione AI Parlato reale con feedback su pronuncia e grammatica Oltre la prova, circa €8/mese per lezioni illimitate
Bunpo Buona parte di grammatica base e intermedia Capire come funziona il giapponese Funzioni avanzate e N2-N1 completi, circa €5/mese
WaniKani Primi 3 livelli (circa 100 kanji) Memorizzare kanji con SRS Oltre il livello 3, circa €9/mese o €89/anno
Drops 5 minuti al giorno a vita Vocabolario tematico veloce Tetto dei 5 minuti; Premium circa €10/mese
Busuu Lezioni A1 e correzioni dalla community Percorso completo “classico” Oltre A1 e offline, circa €7/mese annuale

Quale app gratuita scegliere per vedere anime senza sottotitoli

Concentriamoci sulla tua meta. Vedere un episodio di Jujutsu Kaisen senza mai toccare pausa non è questione di lessico (il lessico arriva col tempo): dipende da tre fattori precisi:

  1. Decifrare i suoni rapidi. I personaggi sfrecciano a 180 parole al minuto e ricorrono a contrazioni (〜ちゃう al posto di 〜てしまう, だって al posto di だから).
  2. Afferrire il registro colloquiale. I manuali ti tramandano 行きます (ikimasu, formale), gli anime pronunciano 行くよ (iku yo) oppure 行こうぜ (ikō ze).
  3. Ribattere, non solo comprendere. Se sogni di seguire un drama live-action e cimentarti con la lingua che ascolti, devi essere capace di produrla.

Sui punti 1 e 2 l’abbinata WaniKani e Bunpo è robusta sul versante scritto, però trascura il parlato rapido. Drops fornisce lessico per temi (include persino un pacchetto su anime e J-pop), ma non ti spinge ad aprire bocca. Busuu garantisce un percorso completo, con scarsa attenzione al colloquiale.

Per il punto 3, e dunque per chiudere il cerchio, Praktika rimane l’unica delle cinque a piazzarti davanti a un tutor con cui conversi sul serio. Puoi richiederle un registro più informale, ripetere una battuta colta nell’ultimo episodio per verificare la tua pronuncia, costruire scenari su misura (“fai il mio senpai e dimmi bruscamente di darmi una mossa”) che ricalcano il tipo di dialogo che segui in streaming. La correzione parola per parola fa precisamente il lavoro necessario: capisci dove l’accento tonale inciampa, dove stai pronunciando はし (hashi, ponte) anziché はし (hashi, bacchette). Il kanji cambia, il tono della pronuncia si sposta, e orecchio e bocca si allenano in parallelo.

Il parlato non si assimila sui libri. Si costruisce parlando, pure sbagliando, pure davanti a un tutor AI alle undici di sera.

Praktika

Il mix “zero euro all’inizio” che suggeriamo

Se vuoi partire oggi senza spendere nulla, questo è il mix più onesto tra le migliori app gratis per imparare il giapponese:

  • WaniKani (gratuito, livelli 1-3) per i primi 100 kanji e il lessico annesso. 20 minuti quotidiani.
  • Bunpo (gratuito, base) per afferrare le prime strutture grammaticali, i tempi verbali e le particelle. 15 minuti ogni giorno.
  • Drops (gratuito, 5 minuti) in qualità di micro-sessione notturna di lessico tematico (saggia la categoria riservata agli anime).
  • Praktika (trial gratuito) per testare il parlato trascorse le prime due settimane. Non appena l’orecchio comincia a distinguere le parole, serve una bocca che le pronunci.

A tre o quattro settimane di distanza avrai un ritratto realistico di dove valga la pena mettere soldi. Nella maggioranza dei casi, per un fan di anime, l’investimento più produttivo riguarda il parlato: la grammatica può restare gratis, i kanji possono rimanere gratis con i primi livelli, ma lo speaking non si acquisisce sui libri. Si costruisce parlando.

Un programma realistico per le prime 8 settimane, soltanto con i piani gratuiti

Le applicazioni gratuite rendono di più se le incastri dentro un programma, non se le apri alla rinfusa. Ecco una proposta collaudata con lettori italiani fanatici di anime, calibrata su 30-45 minuti complessivi al giorno:

Settimane 1-2: hiragana e katakana. Bunpo per le lezioni sul sistema di scrittura, Drops come ripasso notturno dei simboli. Traguardo: decifrare senza fatica i due sillabari entro quattordici giorni. Zero kanji, zero grammatica avanzata.

Settimane 3-4: le prime 50 parole e le prime 20 strutture. Bunpo presenta le particelle (は, を, に, で) e il presente dei verbi. Drops assembla un lessico su temi di ogni giorno. Cominci a leggere frasi elementari tipo わたしは学生です (watashi wa gakusei desu, io sono studente).

Settimane 5-6: kanji e allenamento dell’orecchio. Entra in scena WaniKani con radicali e kanji iniziali. Nel frattempo, prova a seguire 10 minuti quotidiani di anime slice-of-life (ad esempio Yotsuba&! se disponessi della versione animata, oppure episodi brevi di Shirokuma Café) e osserva quante parole inizi a riconoscere.

Settimane 7-8: si parla, sul serio. Attivi il trial gratuito di Praktika. Due o tre sessioni da 10 minuti ogni giorno, con scenari che rispecchiano i tuoi contenuti del cuore: fare un ordine al convenience store, rivolgere un saluto a un senpai, chiedere informazioni in stazione. Domanda al tutor la correzione della pronuncia termine per termine.

Al termine delle 8 settimane leggi i due sillabari, distingui 80-100 kanji, possiedi un lessico di circa 400 parole, assembli frasi elementari e, soprattutto, hai pronunciato giapponese ad alta voce davanti a un interlocutore (purché si tratti di un tutor AI). Da qui scegli: prosegui gratis, oppure metti 5-10 euro al mese per aprire la funzione che ti è servita di più.

Un ammonimento sincero sulle app “100% gratis” senza condizioni

Guardati dalle applicazioni che giurano tutto gratis in eterno, niente pubblicità, nessun limite, zero acquisti. Le opzioni sono tre: rivendono i tuoi dati, oppure il contenuto è prodotto in modo dozzinale, oppure il progetto chiuderà i battenti. Un’applicazione seria ha dei costi (server, licenze audio, voci sintetiche di pregio, aggiornamenti costanti) e un modello che si sostiene. Il “gratis” migliore spesso coincide con un free tier ampio dentro un prodotto a pagamento, giacché quel prodotto dispone dei mezzi per restare online e affinarsi.

≈2.200 ore
Valutazione del Foreign Service Institute per condurre un adulto europeo alla fluenza professionale in giapponese.

Il giapponese esige tempo. Il Foreign Service Institute statunitense lo colloca tra le lingue più ardue in assoluto per chi parla una lingua europea, con una stima di circa 2.200 ore di studio per approdare alla fluenza professionale. Per un’analisi più approfondita di ciò che rende questa lingua realmente complicata (e di ciò che invece è più accessibile di quanto si sostenga), la nostra guida su quanto è difficile il giapponese per un fan di anime arriva subito al sodo.

Trascorse le prime settimane probabilmente saprai se conviene sborsare 5-10 euro al mese per accelerare, oppure se il pacchetto gratuito ti è sufficiente. Vale l’una e l’altra risposta. L’unica mossa sbagliata è rimanere inchiodati per sei mesi nella fase “installo e disinstallo app” senza aver mai pronunciato una frase completa.

Risorse senza costi al di là delle app (bonus)

Se sfrutti il piano gratuito delle cinque applicazioni elencate, aggiungi pure:

  • NHK Easy News (sito web): notiziari giapponesi rielaborati in un giapponese elementare, con furigana sopra i kanji e audio. Ideale per le prime prove di lettura autentica.
  • YouTube: canali quali Nihongo con Teppei, Comprehensible Japanese, Game Gengo (l’ultimo chiarisce il giapponese tramite i videogiochi). Tutti gratuiti.
  • Anki (gratuito su desktop e Android, a pagamento su iOS): mazzi di flashcard SRS fabbricati dalla community. Sostituto gratuito e più flessibile di WaniKani se non ti pesa trafficare con le impostazioni.
  • Netflix Japan subtitles + estensioni tipo Language Reactor: proiettano in parallelo sottotitoli giapponesi e italiani, con dizionario integrato. La scorciatoia più rapida dal “guardo con sub ita” al “guardo con sub jp”.

Abbiamo collaudato svariate combinazioni di app per viaggi e vita quotidiana attraverso uno stress test sul campo, e la lezione chiave vale anche in questo contesto: una sola applicazione non è mai sufficiente, due o tre ben coordinate superano qualsiasi abbonamento premium individuale.

Tavolo di legno con pila di manga, mug termico e tessera dei trasporti
L’equipaggiamento del lettore italiano di manga: volumi impilati, un mug per le lunghe serate, una tessera in vista del prossimo viaggio.

Verdetto: la nostra selezione per il 2026

Per un fan italiano di anime o J-drama che parte da zero o quasi, nel 2026 la scaletta migliore fra le migliori app gratis per imparare il giapponese è:

  1. Praktika per conversare sul serio (trial gratuito, in seguito circa €8/mese se decidi di proseguire).
  2. WaniKani per i kanji (gratuito sino al livello 3, quindi €9/mese quando la cosa si fa seria).
  3. Bunpo per la grammatica (ottimo senza pagamento, Premium a scelta).
  4. Drops quale micro-sessione di lessico (gratuito a vita, 5 minuti quotidiani).
  5. Busuu se desideri pure il formato “corso classico” con correzione umana (buona offerta gratuita su A1).

L’unico errore possibile è rimanere impantanati per sei mesi nella fase ‘installo e disinstallo app’ senza aver mai pronunciato una frase completa.

Praktika

 

Vuoi muoverti dal punto che cambia davvero le carte, ossia schiudere la bocca e pronunciare giapponese ad alta voce? Avvia una conversazione gratuita con Praktika e giudica da te se, trascorsi dieci minuti col tutor AI, il parlato ti appare più alla portata. Spoiler: quella è precisamente la sensazione. E al prossimo episodio inedito, qualcosa, finalmente, lo coglierai senza abbassare lo sguardo.

Tariffe e funzioni delle applicazioni menzionate risultano aggiornate al 2026 e potrebbero variare in seguito alla pubblicazione di questo articolo. I costi possono inoltre differire secondo il paese di residenza, la valuta locale e le eventuali promozioni stagionali: verifica sempre il sito ufficiale di ogni fornitore (Praktika, Bunpo, WaniKani, Drops, Busuu) per confermare la tariffa corrente nella tua area prima di attivare un abbonamento.

Domande frequenti

Si trova un’app autenticamente gratuita al 100% per studiare il giapponese?
Non nell’accezione di “senza limiti e completa”. Le applicazioni con un livello gratuito permanente (Drops, Busuu, i primi 3 livelli di WaniKani, gran parte di Bunpo) presidiano bene le fondamenta, ma applicano restrizioni nette: tempo quotidiano, tetto di livello, funzioni avanzate bloccate. Usandole insieme, però, puoi approdare a un A2 solido senza esborso.
Quale risulta l’app gratuita migliore per il parlato giapponese?
Praktika, senza esitazioni. È la sola delle cinque a permetterti un’autentica conversazione vocale con un tutor AI, con correzione della pronuncia parola per parola e sillabe colorate in base alla precisione. Nel piano gratuito ottieni una prova; per lo speaking senza limiti occorrono circa €8/mese, giacché la natura del parlato pretende un prodotto a pagamento (voci di qualità, elaborazione vocale in tempo reale).
Finirò per pagare, prima o poi?
Per superare il livello A2, con ogni probabilità sì, almeno per una delle app. La buona notizia è che le opzioni sono molte: puoi pagare unicamente i kanji (WaniKani), unicamente la grammatica avanzata (Bunpo), unicamente il parlato (Praktika), unicamente il percorso completo (Busuu). Un solo abbonamento da 5-10 euro mensili sulla funzione che ti preme di più supera un premium “tutto compreso” acquistato senza strategia.
Riesco a imparare il giapponese limitandomi a vedere anime, senza applicazioni?
Puoi rafforzare parecchio la comprensione, non però la produzione. L’esposizione passiva (anime, J-drama, YouTube) ti regala orecchio e lessico riconosciuto, ma non ti mostra come pronunciare, come costruire frasi corrette, né come leggere i kanji. L’anime funge da acceleratore notevole *unitamente* a un’app, non in sua vece.
Quanto tempo richiedono queste app gratuite per comprendere l’anime senza sottotitoli?
Con realismo, 18-24 mesi di studio regolare (30-45 minuti quotidiani) per seguire la maggior parte di uno slice-of-life. I generi dal linguaggio tecnico (fantasy, shōnen combattivo, legal) pretendono di più. Nessuna app, gratuita o a pagamento, accorcia oltre una certa soglia questo cammino: il giapponese figura fra le lingue più ardue per un parlante europeo.

Informazioni su Praktika

Praktika è un’applicazione di apprendimento linguistico costruita sull’intelligenza artificiale: sostieni conversazioni vocali con tutor AI dall’aspetto realistico (Tama, Skye e altri) e ottieni correzioni immediate su pronuncia e grammatica, termine per termine. Si aggira intorno ai €8 al mese, mostra una valutazione di 4,8 stelle su più di 100.000 recensioni e supera i 20 milioni di studenti nel mondo. start.praktika.ai

 

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